Il mercato locale, che oggetti arrivano da questo territorio e come vengono valutati.
Siena è un capoluogo di dimensioni contenute con un territorio provinciale molto esteso e frammentato: decine di comuni piccoli, venti o trenta chilometri reali fra un centro e l'altro e un numero di operatori specializzati storicamente ridotto rispetto alla popolazione, e ancor più rispetto al patrimonio di oreficeria conservato nelle famiglie. Il risultato, per anni, è stato che chi voleva confrontare più di una valutazione si spostava verso Firenze o verso Arezzo, con una mezza giornata di viaggio; e chi non aveva voglia di farlo accettava la prima offerta ricevuta, che è il modo peggiore di vendere oro.
A poco più di un'ora di strada verso est c'è Arezzo, uno dei poli manifatturieri dell'oreficeria italiana. Ha rifornito per decenni le gioiellerie toscane, e questo spiega la fisionomia di ciò che si trova oggi nelle case senesi: molta oreficeria italiana ben eseguita, catene e maglie lavorate a macchina, fedi e monili da cerimonia. Spiega anche perché il rottame raccolto in provincia abbia sempre preso la strada del distretto, dove torna a essere materia prima. Per chi vende, la conseguenza pratica è che il metallo ha una destinazione industriale certa e un prezzo che dipende da un riferimento internazionale, non dal gusto di chi lo compra.
Rispetto ad altre piazze, qui pesano due categorie in particolare. La prima è l'argenteria di famiglia, vassoi, posate, cornici e servizi da corredo tenuti intatti per generazioni. La seconda è la gioielleria d'epoca: pezzi di fine Ottocento e primo Novecento, spille, cammei, coralli, montature con titoli oggi inconsueti. Sono oggetti in cui il valore del metallo e il valore dell'oggetto possono non coincidere, e per i quali vale la pena farsi spiegare come è stata costruita l'offerta prima di decidere se fondere o conservare.
Chi acquista oro usato deve essere iscritto al Registro degli Operatori Compro Oro tenuto dall'OAM e disporre della licenza prevista dall'art. 127 del TULPS. Il registro è pubblico e si consulta online prima ancora di uscire di casa; allo sportello si può chiedere direttamente il numero di iscrizione. Sono indizi concreti anche la richiesta del documento d'identità, la ricevuta nominativa con la descrizione dei beni e il rispetto dei limiti di pagamento del D.Lgs. 92/2017. Sul prezzo, invece, la quotazione internazionale è identica per tutti: cambiano la percentuale riconosciuta, il metodo di calcolo del titolo e le deduzioni applicate al peso lordo. Per confrontare due offerte in modo onesto serve un dato solo, il valore al grammo per ciascuna caratura, al netto di ogni trattenuta.
Dal 1° novembre 2026 il banco di Viale Cavour tratterà le categorie che ci si aspetta da un territorio in cui l'oreficeria di famiglia è stata a lungo una forma di risparmio.
Oro giallo 18 kt. Sarà la parte più consistente: catene, bracciali, fedi non più portate, ciondoli di battesimo, orecchini rimasti spaiati. La valutazione avverrà sul peso netto moltiplicato per il titolo, alla quotazione del giorno. Dal peso lordo verranno scorporate le parti che oro non sono, molle delle chiusure, perni, catenelle di sicurezza in acciaio, resine di riempimento. Lo stato di conservazione non inciderà: una maglia spezzata vale quanto lo stesso peso di metallo intatto. Allo stesso modo verranno acquistate le carature meno comuni, dal 9 al 24 kt.
Gioielleria d'epoca. Spille, cammei, coralli, montature ottocentesche e pezzi con pietre verranno esaminati singolarmente, perché titoli irregolari, saldature in metallo diverso e castoni impongono di pesare le parti separatamente. Quando un oggetto varrà più intero che fuso, verrà detto prima di formulare l'offerta.
Argenteria di famiglia. Vassoi, posate, cornici e servizi si valuteranno per titolo 800, 925 o 999 dopo la lettura dei punzoni. Conviene sapere in anticipo che i pezzi placcati o in metallo argentato non contengono argento, e che manici e basi sono spesso zavorrati con resine o gesso da scorporare dal peso.
Monete. Marenghi, sterline e krugerrand verranno controllati uno per uno: al contenuto aureo si somma il valore legato al singolo pezzo, quindi non verranno pesati in blocco.
Orologi di pregio. Contano marca, referenza, stato di funzionamento e presenza di scatola e documenti: la valutazione riguarderà l'orologio come oggetto, non i suoi grammi.
Oro dentale. Capsule, ponti e perni si accetteranno anche con residui di ceramica o di dente; le leghe dentali hanno titoli molto variabili e verranno analizzate prima di formulare un'offerta.
Non servirà preparare nulla in anticipo: gli oggetti potranno arrivare sfusi, in una busta o in una scatola, e non sarà necessario lucidare l'argenteria né smontare le montature, perché la pulizia non incide sul valore del metallo. La suddivisione per materiale e per titolo verrà fatta al banco.
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