Compro oro professionale

Compro oro a Roma

Valutiamo oro usato, gioielli, preziosi e lingotti in Viale Furio Camillo 83, a due passi dalla metro A. Quotazioni aggiornate in tempo reale e pagamento secondo normativa.

Viale Furio Camillo 83 Metro A · Furio Camillo
Cosa acquistiamo

Tutto l'oro, valutato con metodo

Da Oro Life Roma porti qualsiasi oggetto in oro e ricevi una valutazione chiara prima di decidere. Nessun obbligo di vendere.

Gioielli rotti o spaiatiCatenine e braccialiFedi e anelliOrecchini e ciondoliMonete d'oroLingottiOro dentaleOggetti placcati (verificati)
Come valutiamo

Peso, titolo e quotazione del giorno

1

Pesatura

Ogni oggetto viene pesato con bilancia omologata, davanti a te.

2

Titolo dell'oro

Verifichiamo i carati (24k, 18k, 14k, 9k) e il titolo reale del metallo.

3

Quotazione

Applichiamo la quotazione dell'oro aggiornata in tempo reale all'oro puro contenuto.

Dove siamo

Furio Camillo, zona San Giovanni / Tuscolana

La sede di Roma è in Viale Furio Camillo 83, a circa due minuti dalla fermata della metro A Furio Camillo: comoda da San Giovanni, Appio, Tuscolana e da tutta la zona sud-est della città.

Per vendere serve un documento d'identità valido e il codice fiscale. Il pagamento avviene secondo la normativa vigente sui pagamenti tracciabili.

Parla con noi

Vuoi sapere quanto vale il tuo oro?

Passa in Viale Furio Camillo 83 o scrivici su WhatsApp: valutazione gratuita e senza impegno.

Il contesto locale

Il mercato del compro oro a Roma

Roma è, di gran lunga, la piazza italiana con la maggiore concentrazione di compro oro. Le ragioni sono tre: la dimensione della città, il numero di strade commerciali di quartiere e un'abitudine antica a trasformare l'oro in liquidità. Camminando su via Appia Nuova, su via Tuscolana o intorno a piazza dei Re di Roma se ne incontrano diversi nell'arco di poche centinaia di metri.

Per chi vende questo ha due facce. Da un lato c'è scelta e si può confrontare senza spostarsi molto; dall'altro diventa difficile capire chi lavora bene, perché tutte le vetrine espongono cartelli simili. Il punto è che la quotazione internazionale è identica per tutti: cambia solo il margine applicato e il modo in cui viene comunicato. Il confronto ha senso solo a parità di caratura, guardando l'euro al grammo effettivamente applicato al proprio titolo e il netto pagato, non il numero più grande in vetrina.

Come si riconosce un operatore che lavora in modo corretto

  • È iscritto al Registro degli Operatori Compro Oro tenuto dall'OAM e non ha problemi a dare il numero: l'elenco è pubblico e si controlla gratuitamente online.
  • Ha la licenza di pubblica sicurezza prevista dall'articolo 127 del TULPS e identifica il cliente con un documento valido.
  • Dichiara la quotazione prima della pesata, non dopo.
  • Usa una bilancia omologata con il display rivolto verso il cliente e pesa separatamente le diverse carature.
  • Rilascia una ricevuta con peso, titolo, prezzo al grammo e totale, senza trattenute a sorpresa per «spese di fusione» o «calo».

Questa densità di operatori non nasce oggi. Roma ha una tradizione di credito su pegno che risale al Monte di Pietà, attivo dal Cinquecento nell'omonima piazza a due passi da Campo de' Fiori, e una tradizione orafa altrettanto antica: la corporazione degli orefici aveva la propria chiesa in Sant'Eligio degli Orefici, vicino a via Giulia, e le botteghe si concentravano fra i vicoli della Regola e del Ghetto. Molta della gioielleria che oggi arriva al banco è stata prodotta da laboratori romani, e spesso porta ancora il marchio di identificazione con la sigla RM che permette di risalire al fabbricante.

Il mercato ha anche una stagionalità marcata. I mesi più intensi sono settembre, con il rientro e le spese scolastiche, e gennaio, quando si tirano le somme dopo le feste. In quei periodi le file si allungano, ma la quotazione dipende dal fixing e non dall'affluenza: non c'è nessun vantaggio nel decidere di fretta. Prendere il tempo di verificare l'iscrizione OAM e di farsi spiegare come si arriva alla cifra resta l'unica difesa concreta a disposizione di chi vende.

In pratica

Cosa acquistiamo a Roma

Dalle case romane arriva soprattutto oro giallo 18 carati di fattura italiana, comprato fra gli anni Sessanta e Ottanta nelle gioiellerie di quartiere fra piazzale Appio, via Taranto e la Tuscolana. Catene groumette e cordoncino, maglie bismark, bracciali a schiava, medagliette di battesimo, cornetti e manine, coralli montati in oro, fedi incise con nome e data, orecchini rimasti spaiati e catenine spezzate.

Le categorie non si valutano allo stesso modo.

  • Gioielleria e rottame: si verificano i punzoni, si controlla il titolo con la prova al tocco o con analisi elettronica e si pesano separatamente le carature (9, 14, 18, 22, 24 kt). Chiusure in acciaio, molle, perni e parti non auree vengono scorporate dal peso.
  • Argenteria di famiglia: vassoi, cornici, servizi da tè, posate in 800 o 925. Le lame delle posate sono in acciaio e molti candelieri sono zavorrati con gesso o pece, quindi si valuta soltanto la parte effettivamente d'argento. I pezzi spaiati non perdono valore: conta il metallo.
  • Monete: a Roma il marengo e la sterlina sono i tagli più diffusi, seguiti da krugerrand e 50 pesos. Il riferimento è il contenuto di oro fino, circa 5,8 grammi per il marengo e 7,32 per la sterlina, un'oncia per il krugerrand. Millesimi rari o conservazione eccellente possono valere un sovrapprezzo numismatico, che invece si perde quando la moneta è stata saldata a un ciondolo o bucata.
  • Orologi di pregio: contano modello, referenza, stato del movimento e presenza di scatola e garanzia. Una cassa in oro può essere valutata a peso, al netto di movimento, vetro e parti in acciaio, ma spesso l'orologio intero vale di più.
  • Oro dentale e gioielli con pietre: capsule e ponti hanno leghe a titolo variabile e si valutano dopo la rimozione di ceramica e residui; nei gioielli con pietre la montatura si pesa al netto, mentre diamanti importanti o certificati si trattano a parte.